Grandezze contabili

<<La distinzione fra le grandezze economiche e quelle contabili è assai importante per la teoria economica. Oggetto proprio dell’analisi economica sono esclusivamente le grandezze economiche, la cui determinazione nei processi economici si effettua mediante relazioni strutturali proprie di questi processi, aventi natura di veri e propri vincoli fra tali grandezze e i loro elementi determinanti. Le grandezze contabili rappresentano invece solamete aspetti descrittivi convenzionali di processi economici già in sé compiuti, e sono soggette ad essere determinate mediante relazioni puramente contabili. Sicché né esse né le relative relazioni contabili possono trovare posto nei mdelli di struttura dell’economia di cui l’analisi economica deve valersi.

Pertanto, il bilancio monetario delle operazioni economiche di un paese, espressione dei bilanci monetari individuali, che sono relazioni strutturali per i singoli operatori, costituisce uno schema concettuale essenziale per l’analisi dinamica teorica ed applicata. Invece il modello concettuale del reddito e del prodotto nazionale, formato da relazioni puramente contabilli, non può essere assunto come parte costitutiva di un modello di struttura dell’economia.>> (La Volpe, 1969) [1].

Le relazioni strutturali dell’economia, tuttavia, non sono relazioni assimilabili alle relazioni fra fenomeni naturali come quelle studiate dalla Fisica, dalla Chimica e dalle altre scienze naturali, ma sono relazioni fra soggetti individuali e/o collettivi umani, cioè connotate da comportamenti che sembrano dipendere prevalentemente dal cervello del quale si conosce ancora troppo poco. Si denominano per questo scienze umane: tuttavia il termine scienze mi sembra un po’ eccessivo perché, dopo Galileo, le scienze, per essere tali, dovrebbero prevedere la sperimentazione per verificare o falsificare una determinata ipotesi. Cioè non è sufficiente condurre un ragionamento stringente per giungere ad una determinata conclusione scientificamente provata. La conclusione si denomina scientifica se, e solo se, viene riscontrata da un esperimento. In caso contrario si tratta di una conclusione logica, date determinate premesse.

A corollario va segnalato che anche le conclusioni delle. scienze naturali sono certezze in attesa di essere smentite e che contengono pure dei margini di errore, ancorché infinitesimali.  Ne segue che il dubbio sistematico è un connotato imprescindibile della ricerca scientifica e delle sue conclusioni ed è, nel contempo, l’elemento che fa progredire la scienza. Così ciascuno di noi si fa delle opinioni sia sulla parte della natura scientificamente conosciuta sia sulla parte scientificamente non conosciuta, verosimilmente la parte principale  sulla quale ci formiamo delle opinioni: queste ultime opinioni possono così essere denominate verità di fede (A. Bettini, Da Talete a Newton, Bollati Boringhieri, 2019). Si aggiunga poi che i simboli delle unità di misura dei fenomeni naturali sono codificati nel Sistema Internazionale a seconda della grandeza fisica (lunghezza, massa, tempo, corrente elettrica, temperatura termodinamica, quantità di sostanza, intensità luminosa) il che non accade per le quantità economiche i cui simboli ($, £, €, ecc.) esprimono quantità di moneta il cui valore è sempre variabile nel tempo e la cui valutazione è opinabile e affidata al buon senso. Si pensi soltanto alla divergenza fra grandezze contabili nominali e reali, cioè depurate dall’inflazione.

Quando si cerca di osservare l’economia di un Paese si ricorre alla Contabilità Nazionale mentre quando si cerca di osservare l’economia di un’impresa si ricorre alla Contabilità Aziendale. Mentre tuttavia gli obiettivi dell’analisi dell’economia di un Paese è quello di ipotizzarne l’andamento tramite grandezze contabili macroeconomiche,- future (il budget o legge di bilancio o legge finanziaria) e/o passate (il bilancio) –  nel caso delle imprese l’obiettivo resta quello del determinare il patrimonio e il reddito di periodo, sempre tramite grandezze contabili.

Patrimonio e reddito d’impresa, peraltro, sono grandezze contabili indissolubilmente legate fra loro in quanto il patrimonio si accresce, di periodo in periodo (convenzionalmente fatto pari ad un anno), misurando il reddito prodotto nel corso di quell’intervallo di tempo e, sempre attraverso misurazioni contabili, trattenendone una porzione all’interno dell’impresa. Misurando, cioè, valutando e offrendone una dimesione contabile,

Con tutti i loro limti, le misurazioni contabili sono talmente diffuse ed entrate nel circuito informativo corrente che risulta difficile scindere le grandezzze economiche inerenti la struttura dell’economia dalla descrizione risultante dalle grandezze contabili.

Esempio.

Un prestito bancario ottenuto da un’impresa di 100 viene censito fra le passività (i debiti) di un’impresa e le attività (i crediti) della banca. Alla fine del primo anno, il valore monetario di 100 comparirà sia fra i debiti dell’impresa sia fra i crediti della banca.

Se alla fne del secondo anno il prestito si è deteriorato del 10%, il valore monetario di 100 continuerà ad apparire fra i debiti dell’impresa mentre fra i crediti della banca dovrebbe dovrebe comparire il valore di presunto realizzo (100-10% = 90). Il valore monetario di 10 inciderà sui costi di periodo e, a parità di ricavi, diminuirà il reddito di quel periodo. Semplificando molto, se la banca valuta che il  deterioramento dell’impresa (o del prestito) sia temporaneo, comprenderà quel prestito fra i Utp (Unlikely to pay), in caso contrario lo comprenderà fra i Npl (Non Performing Loans).

Deteriorato o meno che sia, in ogni caso il prestito è soggetto ad una valutazione: la valutazione di una rimanenza.

L’elemento strutturale consiste nel vincolo, che deriva dall’ordinameneto ma che si fonda sul contratto sociale, ove si prevede che i debiti vadano pagati alla scadenza: se l’ordinamento non è sorretto dal contratto sociale, è necessario modificarlo cioè procedere a riforme strutturali.

Conclusione.

A me sembra che l’economia si muova prevalentemente, se non esclusivamente, attraverso misurazioni contabili, descrittive di eventi economici già compiuti e dei quali si prevedono evoluzioni verosimili che riguardano i singoli operatori e i loro bilanci individuali. Se i bilanci individuali sono bilanci monetari, mi sembrano determinanti due aspetti: la stabilità monetaria e le regole contabili.

La stabilità monetaria garantisce che il debitore non si avvantaggi a scapito del creditore. Le regole contabili, sono quelle previste dagli IAS/IFRS delle quali si occupano da decenni stuoli di professionisti e di accademici.

___________________

[1] G. La Volpe, Il bilancio monetario delle operazioni economiche di un paese e l’invalidità dei modelli strutturali basati sul reddito monetario nazionale (Un bilancio per l’Italia per il 1963), in `Rivista di Politica Economica, aprile 1969. (Estratto).

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