€ digitale

1 Premessa: il sistema dei pagamenti

Il 2 ottobre 2020, la BCE ha pubblicato il documento ove si illustra cosa si intenda per ´€ digitale‘ (il documento è disponibile solo in inglese; qui se ne dettagliano alcuni contenuti un italiano e qui se ne ha un breve riassunto, pure in italiano).

Si sta parlando comunque di una componente di M0 (1) e in particolare di un sostituto della componente cartacea (i biglietti di banca, il contante) della base monetaria o moneta di BC, o M0. E dunque di alcune passività a vista della BCE, del mezzo di pagamento che non può essere rifiutato dal venditore qualora gli scambi vengano regolati in € e, in definitiva, del mezzo che regola un ingente numero di scambi che avvengono nell’area €. Va detto subito, dunque, che si sta parlando di una moneta perfettamente parallela e complementare a quella cartacea, ben diversa dalle fantasie monetarie implicite in Sardex, Venetex, ecc. e/o nelle `cripto-valute’.

Come è noto, tuttavia, una grandissime quantità di scambi non viene regolata per contanti (cioè pagando con biglietti di BCE, cioè con pezzi di carta filigranata ove è impresso un valore in €), ma attraverso scambi di disponibilità in capo ai titolari di c/c bancari, di già gestiti per via telematica, per via digitale, cioè regolati per il tramite della moneta emessa dalle bc [M1-M0], dalla banca commerciale di ciascuno di noi. Ciò accade tutte le volte che ci accreditano lo stipendio sul c/c, quando paghiamo via computer un fattura, un acquisto tramite un bonifico, tramite carta di credito o di debito, tramite smartphone, tramite PayPal, tramite CBill, ecc.

Possiamo osservare che questi scambi di beni e servizi, qualora non rientrino nella categoria `dono’, o atto di liberalità, si completano col pagamento del dovuto, del prezzo. Si completano cioè con il pagamento che libera il compratore dall’onere implicito nel contatto di compra-vendita. Si dice che vengono `regolati’ con un mezzo di pagamento non rifiutabile dal venditore: si tratta o di M0, o di [M1-M0]. Ma solo gli scambi regolati con M0 hanno il potere liberatorio; gli altri, per avere il medesimo effetto, debbono ´andare a buon fine’: debbono cioè essere regolati in M0 fra la banca del compratore e quella banca del venditore che si sono scambiati [M1-M0]. Ciò avviene tramite la BC [Padoa-Schioppa 1992].

2 `Cripto-valute’

Le `cripto-valute’ (vedi) sono mezzi di pagamento che regolano scambi fra soggetti consenzienti; in mancanza del consenso, il venditore può rifiutarli (es. Tesla ha recentemente accettato i Bitcoin in pagamento delle proprie auto; sembra che altre aziende globali siano sulla medesima strada). Si è visto che il prezzo delle ´cripto-valute’, quotato in M0 (€, $, £, ecc.), è soggetto a notevoli oscillazioni: ciò significa che il rischio di perdita resta in capo al detentore finale (il venditore, nel caso di Tesla). Anche M0 (moneta di BC) e [M1-M0] (moneta di bc) contengono un rischio: il rischio di inflazione. Ben diverso, tuttavia, dal rischio di oscillazione dei prezzi, come accade per i prezzi dei beni negoziati nei mercati, soprattutto se non regolamentati. Mentre, tuttavia, le oscillazioni di M0 tendono ad essere controllate dalla politica monetaria, le oscillazioni del prezzo delle `cripto-valute’ risentono direttamente e senza mediazione alcuna dell’andamento dei mercati. Si tratta a ben vedere, di attività finanziarie, o strumenti finanziari, cioè di cripto-attività, più che di cripto-valute. L’altra caratteristica di questi mezzi di pagamento consiste nel fatto che non si tratta di passività di qualche emittente, ma di nuovi prodotti generati da ´minatori’ che li ´estraggono’ combinando fra loro sequenze di bit, stringhe di bit, che poggiano su di una rete di computer fisici, denominata blockchain. L’esempio più noto e diffuso è il Bitcoin le cui oscillazioni di prezzo hanno attirato l’attenzione anche della stampa non specializzata.

In un certo senso è quanto già accade per il sistema bancario: una rete di computer fisici in capo ad una quantità di banche private, decentrate e autonome, che emettono e regolano transazioni con moneta digitale (stringhe di bit): sono le transazioni digitali più tradizionali, quelle che ciascuno di noi effettua quotidianamente. Quando si paga con una carta di credito, quando si ottiene un prestito, quando si effettua un deposito si attivano stringhe di bit: il punto è che queste stringhe sono conosciute e riconosciute dalle bc e dalla BC perché movimentano i loro c/c, quelli dei clienti e quelli interbancari. Del loro valore, misurato in termini di M0, si ha certezza molto precisa perché lo scambio avviene al valore monetario nominale della M0 utilizzata (€, $, £, ecc.) e, al limite, si può applicare un deflatore per ottenerne il valore ´reale’.

Accanto a queste si citano anche le ´stable coin‘: si tratta di ´cripto-valute’ generate nel medesimo modo ma il cui valore è agganciato al valore di un bene reale (oro e simili) o a una M0 (vedi). Più o meno come accadeva 50 anni fa con l’aggancio al $USA previsto dagli accordi di Bretton Woods. Data la loro stabilità, queste sono più vicine alle `cripto-valute’, invece che alle `cripto-attivita’

3 L’€ sarà digitale ma non sarà una cripto.

Dal Report della BCE apprendiamo che non si tratterà di una ´cripto-valuta/attività’, ma di una nuova modalità di manifestazione di M0, da cartacea a digitale, da pezzi di carta a stringhe di bit, e che verrà distribuita direttamente al pubblico, ´bypassando’ le bc. Sembra simile ad una distribuzione diretta di banconote al pubblico. Dall’ABI si apprende poi che potrebbe essere utilizzata solo per determinate transazioni.

Il periodo di sperimentazione dovrebbe iniziare entro il 2021, ma non si hanno ancora notizie precise e dettagliate. Tuttavia si può immaginare che si tratti di un’innovazione volta a coprire lo spazio creato dall’innovazione digitale fra [M1-M0] digitale e carta moneta, oggi in capo alle banche commerciali. Se, come si paventa, non sarà più indispensabile avvalersi di un c/c bancario, la funzione monetaria delle banche verrà fortemente ridimensionata e riassorbita dalla BC, mentre resterà loro la funzione creditizia la quale, fino alla prossima innovazione, verrà svolta dai medesimi intermediari odierni con nuove modalità e/o da altri intermediari del Fintech. Sembra infatti che, per disporre di M0-tech, il pubblico verrà dotato di un portafoglio elettronico, magari utilizzabile via app come accade oggi per la moneta di bc, sul quale la BC carica stipendi e pensioni. Il che non dovrebbe meravigliare almeno per le transazioni fra quelle PA e famiglie e imprese per le quali la BC svolge funzioni di tesoreria.

Sarà un lavoro lungo che interesserà prevalentemente le prossime generazioni, le più adatte ad avvalersi di servizi digitali; tuttavia la lunghezza del percorso deve fare i conti con la concorrenza di altre valute digitali e non solo cripto. Vedremo…

(1) Per una recente analisi delle configurazioni di M (M0, M1, ecc.) si può utilmente vedere qui.

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