Banca: `i prestiti creano i depositi’

Il che accade quando una banca esercita la facoltà di avvalersi dello strumento tecnico del conto corrente in contropartita con il pubblico: si tratta delle banche commerciali (bc)

All’inizio del 900, come si è visto, Schumpeter diceva che uno dei modi per acquisire quattrini era quello di farseli prestare da una banca, ancorché questa non ne disponesse. Quattrini, nel senso odierno di pezzi di carta filigranata e colorata emessa (c.d. base monetaria) da una Banca Centrale (BC), la BCE nel nostro caso.

Effettivamente, se si osserva attentamente, quando le bc concedono credito, concedono agli affidati la facoltà di disporre di potere d’acquisto (di una somma) spendibile tramite l’utilizzo di un conto corrente: non è diffuso infatti l’utilizzo dei prestiti per il tramite di banconote (di base monetaria) cioè di moneta legale avente il potere liberatorio negli scambi, cioè di moneta che non possa essere rifiutata dal venditore

È dunque il conto corrente che sostituisce oggi la moneta della BC. Tuttavia, non si tratta di moneta legale, anche se in genere è accettata come tale ma può essere rifiutata dal venditore: è quello che accade ad esempio quando il venditore non riceve in pagamento le carte di credito.

I pagamenti effettuati tramite i conti correnti (un tempo gli assegni, oggi bonifici, giri conto e carte di credito) vanno a favore dei venditori: se costoro, non trasformano i pagamenti ricevuti in biglietti della BCE, come avviene abitualmente, li lasciano in banca nei propri conti: così si formano i depositi.

Nessuna magia, dunque: solo una questione di convenienza.

I fondamenti di questo aspetto dell’attività bancaria si possono rintracciarsi in un lavoro di S. Jevons del 1875 [1] e in particolare in due capitoli (XX, Dei conti correnti e dell’organizzazione delle banche e XXI, La clearing house) ove l’Autore descrive il comportamento delle banche di chèque, così denominate perché si trattava di aziende di credito che, per risparmiare la circolazione delle monete in lega di metalli preziosi:

mettono in circolazione pezzi di carta, invece delle monete stesse, con grande economia di metalli preziosi. Si può ottenere un’economia ancora più considerevole col sistema, che possiamo chiamare di chèques e delle compensazioni mercé cui, anziché pagare i debiti, si saldano solo le differenze. L’origine di questo metodo è da cercarsi nell’uso ordinario del libro dei conti correnti (book credit) [2]

Jevons descrive come avveniva il saldo delle differenze in questione fra le 26 principali banche della City presso la Clearing House in Lombard Street, a Londra, e concludeva che:

le partite del debito e quelle del credito devono bilanciare perfettamente, perché non v’è banca che debba ricevere un soldo senza che ve ne sia un’altra che debba pagarlo [3]

Non solo, ma:

Fintanto che la differenza dei conti di due banche qualunque non assume proporzione importanti, non è punto necessario, salvo per speciali ragioni, di farne il saldo in denaro [4]

I pezzi di carta (gli chèques), dunque, altro non erano  la rappresentazione materiale dei prestiti in conto corrente, invece che prestiti di monete metalliche, concessi alla clientela la quale utilizzava quei pezzi di carta per pagare le merci acquistate dai venditori. Questi ultimi, si guardavano bene dal convertire i pezzi di carta in monete perché era ed è più conveniente affidare i medesimi pezzi di carta alla banca che avrebbe provveduto a saldarli nella clearing house.

I prestiti in conto corrente erano e sono, in realtà, mere scritture contabili, registrate in un apposito libro, ove si rappresentano i debiti della clientela verso la banca; analogamente i depositi erano e sono scritture contabili che registrano il valore dei pezzi di carta depositati, cioè dei crediti della clientela verso la banca. Si tratta, dunque, di debiti e di crediti in contropartita con le bc; quindi non sono moneta legale perché non sono in contropartita con una BC. Diventano tali, eventualmente, in TARGET2 (Trans-european Automated Real-time Gross settlemnet Express Transfer system, seconda generazione), la moderna clearing house planetaria laddove i saldi fra  bc vengono compensati in moneta di BC (base monetaria) [5].

Lo schema delineato e in vigore in Lombard Street [6] non è cambiato, ma è oggi molto migliorato grazie alla tecnologia che ha consentito di sostituire, ai pezzi di carta, stringhe di bit che funzionano a livello planetario via TARGET2: basti pensare a quanto accade quando paghiamo tramite una carta di credito in valuta diversa da quella in uso presso la nostra residenza abituale (yen, rubli, juan, ecc.).

Un esempio analogo può oggi essere rappresentato dalle criptovalute generate dalle blockchain, con la precisazione che non si tratta di mezzi di pagamento aventi valore legale e quindi con potere liberatorio negli scambi, ma regolano transazioni soltanto fra coloro che decidono di utilizzarle.

In definitiva dunque qualsiasi prestito di una banca, difficilmente dà luogo ad utilizzi di contante (cioè base monetaria, moneta di BC) ma confluisce nel conto corrente dell’affidato che lo userà per pagare i fornitori i quali, non trasformando in contanti il pagamento ricevuto, accendono depositi diventando depositanti, cioè creditori della bc.

Le bc interessate da questi movimenti nei conti compenseranno le rispettive ragioni di debito e di credito in TARGET2, eventualmente con scambi della base monetaria di cui già dispongono o accedendo ai prestiti della BC.

_______________

[1] S. Jevons, Money and the Mechanism of Exchange, D. Appleton & Co., New York 1875 (versione italiana La moneta e il meccanismo dello scambio, Fratelli Dumollard, Milano 1876.
[2] Ibidem, p. 258.
[3] Ibidem, p. 274.
[4] Ibidem, p. 269. In questo contesto <> significa base monetaria.
[5] Uno grafico di Target2 si trova a pag. 127 del mio Il Settore Bancario, IV ed. 2011.
[6] W. Bagheot, Lombard Street: a Description of the Money Market, H.S. King & Co, London 1873 (versione italiana a cura della C.R. di Torino, 1985).

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